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CAPITOLO II

LA BELLEZZA E LA COMPETIZIONE: UNA RILETTURA DI HOBBES APPLICATA AL MONDO GAIO.


Cari miei fedeli venticinque lettori, grazie. Pare che il mio primo capitolo del manuale di auto - aiuto sia stato particolarmente apprezzato. E per questo che oggi ho deciso di regalarvi un altro delizioso capitoletto e vi parlerò di bellezza. Sì, tema inflazionato, direte. Chiunque al giorno d'oggi si sente preparato in tema e ha i propri parametri per giudicare il proprio livello di gradevolezza estetica. Figuriamoci noi froci che molti prima di tanti altri abbiamo intuito l'importanza del concetto di bellezza e cerchiamo disperatamente di avvicinarci ad essa con qualunque mezzo e con ogni arma a disposizione. Qualche stolto si ostina ancora a dire che ciò che conta è la bellezza interiore e che coltivare lo spirito è di gran lunga la cosa più importante da fare. Sciocchezze. Io sono per una divisione più netta tra i ruoli e le cose e per questo dico: lasciate l'horror vacui ai belli. E lasciate ai brutti una vita fatta di magre consolazioni e il desiderio di rivoltarsi come un pedalino per dimostrare come sono fighi dentro. La strada più stimolante, invece, è quella dei carini e dei medio - belli, quelli che lottano ogni giorno per acquisire fascino e si danno da fare per migliorare costantemente sul doppio versante della bellezza interiore ed esteriore. Quelli che conducono una guerra su due fronti: contro il culo flaccido e contro l'ignoranza o i congiuntivi sbagliati. E' così che si migliora.

 
Gli stessi stolti di cui sopra, sempre a proposito di bellezza, asseriscono sovente che la bellezza è soggettiva e che dipende dal giudizio di ognuno, per cui non esiste il bello per eccellenza. Sciocchezze, anche queste. E' come se uno si avvicinasse al David di Michelangelo o ai Bronzi di Riace e dicesse: okkei, niente male, ma apprezzo l'arte e il genio che vi ha concepiti solo soggettivamente. La bellezza - un certo tipo di bellezza - è universale. E non ha paragoni, non ha limiti e non è suscettibile di alcuna interpretazione relativa. Non è come un film d'autore che ognuno può liberamente valutare se fa cagare o se è un'opera d'arte (anche se ci sono dei film che sono davvero dei capolavori). Lo stesso discorso vale per la bellezza degli uomini. Ci sono i cessi, i carucci dal difetto fisico che li rovina, i carini, i molto carini, che possono vivere una vita beata e senza affanni se sanno coltivare le virtù della semplicità e della elegante compostezza. E poi c'è lui: il bello universalmente riconosciuto (sigla B.U.R., da non confondere coi tascabili economici della Rizzoli). Il b.u.r., dunque, lo dice la parola stessa, è uno strafigo che non ammette rivali. E' qualcosa di irraggiungibile, sacrale, istituzionale, direi quasi oltremondano. Al b.u.r. tutto è concesso. La sua bellezza è inafferrabile e innegabile, al di là di qualsiasi valutazione oggettiva. Resistente persino al commento più acido della frocia zitella in astinenza più repressa e più criticona che ci sia in giro. Il b.u.r è un nemico. Scolpitevelo ben nella mente. Anzi, il b.u.r. è IL nemico.

 

REGOLA FONDAMENTALE DELL'HOBBESIANO MONDO DEI FROCI DEL MANUALE DI AUTO AIUTO DI JOSHUA: IL MONDO È PIENO DI BASTERDE STRONZE PRONTE A FARVI LE SCARPE E A RUBARVI IL MARITO.

 
La vita è una lotta perenne, frocia contro frocia. Siamo tutti in competizione in una guerra perpetua a colpi di bellezza, ciglia rifatte, fidanzati fighi da accalappiare. Chi perde i colpi è perduto. Chi rimane indietro è destinato a una vita di solitudine e tristezza in compagnia di un gatto spelacchiato. Chi ce la fa, sopravvive. Lo diceva pure Hobbes. Se non sapete chi sia Hobbes, beh, andatevelo a rispolverare tra i libri del liceo, che è meglio. Ora, immaginate di trovarvi in un bar chic. Siete seduti compostamente a bere il vostro cocktail e adocchiate un tipo niente male che vi piace. Poi, d'un tratto, tra voi e il vostro adorato bello straniero si inserisce di soppiatto un b.u.r. e vi accorgete che il b.u.r. è interessato al vostro articolo. Dal momento che non siete ai magazzini generali dove è possibile litigare con una persona che vuole acquistare quello stesso golfino che tanto vi piace venduto a metà prezzo o magari è possibile chiedere alla commessa se in magazzino ne è avanzato un altro, occorre agire tatticamente affinando le vostre armi di self control. Gli uomini non sono come i golfini per quanto anche loro col tempo prima o poi si slabrano. E poi per quanto i fighi al giorno d'oggi sembrano tutti uguali, non si può certo sostituirli così, come merce di un magazzino di seconda scelta. Allora, che fate. Per prima cosa, continuate a bere, nel caso subirete una delusione e assisterete alla mortificante scena del b.u.r. che si allontana con la vostra preda preferita verso nuovi lidi d'amore vi troverete già belli che sbronzi e sarà più facile farvi una risata su. Non assumete un'espressione allarmata tipo "oddio sto per subire un furto". Mantenete la calma, nel locale c'è gente che potrebbe osservarvi e divertirsi di gusto mentre dimostrate quanto siete patetiche. E qui scatta il manuale di auto-aiuto di Joshua.

 

REGOLA NUMERO UNO DEL MANUALE DI AUTO-AIUTO DI JOSHUA PER COMBATTERE I RIVALI: CONOSCI IL TUO NEMICO, VALUTA I TUOI LIMITI.

 

Se vi accorgete che il vostro rivale è un bello universalmente riconosciuto, mi sa che siete fritti. Le possibilità di vincere sono limitate, è una lotta impari come l'esercito nucleare plutonico di Bush e la banda di teppistelli esagitati di Saddam. Voi siete Saddam. Il b.u.r. è l'esercito della democrazia perpetua a stelle e strisce. Sappiate che tra i due, quello che mi sta più simpatico è Saddam, quindi avete la mia solidarietà. Dunque: conosci il tuo nemico. Non vuol dire che dovete farci amicizia. Per carità. Dovete imparare a riconoscere un b.u.r. prima di tutto. Ecco, il b.u.r. è bello oggettivamente e basta. Non ha altre qualità. 
E' alto e slanciato, ha un fisico da bronzo di Riace, ma non fa palestra, ha una massa morbida e setosa di capelli con ricrescita rapida che gli consente di conciarsi come meglio gli pare. La barba, se incolta, lascia spazio a tutte le innovazioni di tendenza, dalle basette stilizzate al pizzetto minimalista disegnato da Giotto. Qualsiasi cosa indossi un b.u.r., gli sta bene. A differenza di noi, poveri umani, che ci massacriamo in estenuanti prove guardaroba e dilapidiamo patrimoni interi in abiti costosissimi. Il b.u.r. è figo anche solo con un paio di jeans di terza scelta e una t-shirt bianca. Il b.u.r. è bello al mattino come la sera quando esce. Niente occhiaie, borse sotto gli occhi, brufoli o punti neri impertinenti. Ad un appuntamento il b.u.r. si presenta con la stessa aria di chi va a pagare le bollette. Non come noi poveracci che iniziamo a farci seghe mentali da una settimana prima e ci consumiamo in lambiccati interrogativi tipo "cosa dico-cosa mi metto-cosa faccio-cosa mi invento per essere simpatico". Il b.u.r. non ha preoccupazioni del genere perchè sa che tutto ciò non lo riguarda. A lui basta sorridere e dire due paroline anche senza senso. Per questo non è particolarmente ironico, né divertente, né coinvolgente. Sappiate anche che il b.u.r. ha il timore di contaminarsi, per cui solitamente cerca di accoppiarsi con i suoi simili o giù di lì. E che è anche ignorante, anche se la sua ignoranza non viene mai alla luce perché i suoi spasimanti non lo metterebbero mai alla prova in un simile campo. Più o meno, un b.u.r. lo si riconosce da questi particolari.

 

Ora, passiamo alla SECONDA PARTE DELLA REGOLA SU ESPOSTA. VALUTARE I PROPRI LIMITI NON SIGNIFICA FARE LE MODESTE E SCAPPARE VIA PER PAURA DI CONFRONTARSI. Vuol dire essere obbiettivi ed onesti soprattutto con voi stessi. Non ditemi che non avete mai trovato estremamente ridicolo che quei tipi orrendi che vi si avvicinano e vi fanno proposte oscene senza dimostrare nemmeno un po’ di consapevolezza della loro evidente inferiorità estetica. A volte simili episodi sono anche fastidiosi. 
Ebbene, prima di fare la prima mossa o di tentare di accoppare il vostro rivale con ogni mezzo contundente (teoricamente in una lotta di tutti contro tutti dovrebbe essere ammesso ogni arma perché il fine giustifica i mezzi, anche se io mi pronuncio a favore di un più sobrio fair play) pensate proprio a questo: ne vale davvero la pena? Siete davvero competitivi e pronti alla lotta? Avete il deodorante giusto? Avete adeguatamente idratato la vostra pelle? (Un b.u.r. di solito è idratato per natura, ergo non necessita di creme). Se la vostra risposta è sì, siete pronti a combattere. Personalmente io non mi sono mai battuto contro un b.u.r. per conquistare qualcuno che veramente mi piacesse e non perché sia un vigliacco. So benissimo tutti quei motti arguti sulla fortuna che aiuta gli audaci e menate del genere. E poi, a conti fatti, non è così difficile competere con un b.u.r. se ci pensate. Basta usare un po’ di arguzia e non mostrarvi competitivi su ciò in cui un b.u.r. è indubbiamente molto più competitivo: la prestanza fisica. Una volta appurato questo, potreste divertirvi a umiliarlo parlando di argomenti estremamente colti (tipo la narrativa russa dell'ottocento) o improvvisando battute e sense of humor sofisticato che uno troppo concentrato nel suo quotidiano defilè non può comprendere. Non è detto che lo battiate, sia chiaro, ma almeno vi togliete qualche soddisfazione.

 

Dicevo, io non mi sono mai battuto con un b.u.r. perché osservo una mia personalissima regola di sopravvivenza. Tanto che ne ho fatto una vera e propria questione di principio. Non ha un enunciato, provo a spiegarvela in due parole: se il tipo che volete corteggiare è a sua volta corteggiato da un b.u.r. è un granculo. Non solo perché è corteggiato da uno bonissimo, ma anche perché è ammirato da un tipetto niente male che ha senza dubbio molto di 
più da offrire oltre ad un aspetto gradevole (sto parlando di me ma anche di voi, non so se avete colto). E a me i granculo un po’ mi stanno sul cazzo. Non riesco proprio a digerire quelli che hanno la vita facile e non devono fare uno sforzo alcuno per guadagnarsi qualcosa. E' una questione di dignità. E poi diciamoci la verità: quelli troppo corteggiati si sentono unti dal signore e sempre sulla cresta dell’onda. Il passo a diventare degli invasati e credere che si possa avere tutti i maschi a un tiro di schioppo è breve e non si può mica mettere al repentaglio la propria vita per il primo stronzo che passa?

 

 

 

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