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CAPITOLO III

IL ROCAMBOLESCO MONDO DELLE CHAT.

 

Che cosa rappresenta per noi froci la chat e, in una più ampia accezione, il mondo virtuale? Un territorio inesplorato dove vivere clandestinamente tutto ciò che non sappiamo dire ed esprimere nel mondo reale? Un luogo dove tradire in gran segreto il proprio fidanzato col primo impiegato del catasto che si trova disponibile? Un'occasione per esplorare e investigare nelle nostre più torbide cyber-fantasie erotiche senza lo stress di doversi ricordare nomi, facce, e badare a tutti gli altri inutili convenevoli della vita di tutti i giorni? E' un pò questo, un pò quello. La rete è un mondo nuovo di opportunità per noi finocchi che nemmeno ce lo immaginiamo. Perché basta avere un piccì pronto per l'uso e si ha la chiave di accesso ai più svariati campi dell'arte finocchia. E c'è davvero roba per tutti: dagli pseudo-intellettualini attivisti, ai gruppi di boscaioli che organizzano gite ai monti in autobus con orgia compresa; dai canuti vecchierelli in cerca di giovani virgulti a prezzi modici, ai novelli marchesi de Sade che sono pronti a sculacciarti le chiappe e a spegnerti violentemente mezzi toscani sui capezzoli neanche fossero inseguiti dal Ministro Sirchia in persona, a proposte di triangoli, quadrangoli e quant'altro offre la geometria per le giovani (e vecchie) coppie annoiate.

 

Ma soprattutto, internet ha spazzato via brutte rivistacce osé con orribili messaggi fermo-posta, incontri al buio dai risvolti mortificanti, salatissime telefonate verso sparuti call center colombiani per mettersi in contatto con qualche anima gaia disponibile a fare due chiacchiere, inquietanti scambi di foto con ominidi fallomuniti bendati, estenuanti abboccamenti in cui si è costretti a riconoscersi attraverso ridicoli e banali particolari come il fiore all'occhiello o un borsello in finta pelle. Al giorno d'oggi qualunque frocia, anche le più scimunite minorenni impedite, hanno la possibilità di connettersi alla rete e accedere al rocambolesco mondo delle chat gay. Ma ahimè, questo non rende il gioco meno facile, anzi. Diciamoci la verità: la chat è la complicazione che mancava al popolo gaio e una lunga fruizione ne acuisce le tendenze paranoiche. Ci sono quelli che trascorrono ore intere a chiedere incontri immediati promettendo una bollente hot session sessuale e poi finiscono con lo spararsi un raspone nella più misera solitudine. Quelli che chattano di nascosto e hanno il terrore di essere scoperti, dalla moglie o dal capufficio o dai propri genitori. Quelli che cercano il principe azzurro, che prima ti intrattengono con amabili disquisizioni filosofiche e poi finisce che ti chiedono se sei attivo o passivo. Dunque, quale occasione migliore per sfogliare le pagine del manuale di auto-aiuto di Joshua e cercare la giusta ispirazione? Cominciamo da alcuni concetti basilari da tenere presente.

 

POSTULATO FONDAMENTALE DEL MANUALE DI AUTO-AIUTO DI JOSHUA SUL ROCAMBOLESCO MONDO DELLE CHAT:chi-cerca-chi-per-cosa.

 

Una delle domande più frequenti che i froci amano digitare è il fatidico quesito "cosa cerchi". Attenzione, è un'arma a doppio taglio. Diffidate da quelli che non hanno le idee chiare e vi propongono solo di fare due chiacchiere. O di quelli che vi rispondono con i ritmi di un bradipo sostenendo che vi sono problemi di connessione. O di quelli che tutto d'un botto spariscono per poi emergere con un nuovo nickname. State perdendo il vostro tempo. Le frocie che usano la chat si dividono in due, fondamentali categorie: quelle che cercano di azzerare il contachilometri perché hanno gli ormoni in circolo e quelli che con fare alquanto provvidenziale asseriscono di essere alla ricerca di nuovi incontri e conoscenze "poi si vede". Dei primi va riconosciuto un'indubbia virtù: almeno hanno le idee chiare. Entrano in chat con lo stesso atteggiamento di chi si reca in macelleria, inviano foto che ritraggono i loro migliori pezzi di carne fresca, chiedono lumi in fatto di centimetri, ruoli e attitudini. La seconda categoria di frocie è per lo più indecisa, vaga, mediocre e limbale. E' scientificamente appurato che le probabilità di incontrare l'uomo che dividerà il resto della sua vita con voi e pagherà il mutuo della vostra casa, sono alquanto basse. Per questo l'atteggiamento migliore che una vera frocia deve assumere quando si approccia ad Internet è quello di un curioso ma mai banale interlocutore con cui conversare amabilmente. Mai scambiare il cellulare alle prime battute, a meno che non cerchiate sesso telefonico. Mai assalire la vostra preda con estenuanti richieste di foto o di collegamenti in web cam. Dovete cercare di mantenere un contegno da gentiluomini, non siete mica donnacce di strada che arraffano al mercato tutto ciò che le interessa. E soprattutto, non siate ossessionati dal "cosa cerchi", neanche fossimo tanti segugi a caccia di tartufi.

 

REGOLA NUMERO DUE DEL MANUALE DI AUTO-AIUTO DI JOSHUA SUL ROCAMBOLESCO MONDO DELLE CHAT.

L'imperativo categorico che dovete scolpirvi chiaro a mente peggio di un punto nero è: Potare. Sì, potare, proprio come dei novelli giardinieri, tutto ciò che è falsato, gonfiato, esagerato. In chat se ne dicono e se ne fanno di tutti i colori. Il sistema metrico-decimale è completamente sballato, così che ci si ritrova tutti rigorosamente alti un metro e ottanta (anche quelli che poi dal vivo vi arrivano all'anca) e con una dote di diciotto centimetri (anche quelli che si ritrovano tra le gambe un candito avanzato dal Panettone delle Tre Marie). Sono tutti abili linguisti, amanti sublimi che hanno preso lezioni di Kamasutra, esperti fautori del sesso tantrico, tutti pronti a inondarvi col loro copioso seme libidinoso. Sciocchezze. Non si può mai predire come sarà l'intesa sessuale tra due tizi separati da un monitor e da una tastiera. La chimica non c'entra nulla con le tecnologie informatiche. Dunque, se avete una conversazione incentrata sul sesso in chat, fareste bene a potare circa tre quarti dei contenuti: si tratta per lo più di mera esaltazione ormonale. E con la stessa leggiadria fareste bene a potare anche alcune asserzioni tipiche di quanti si inventano astrusi particolari sulla vita privata: potreste avere a che fare con un millantatore mentecatto che sta dando sfogo al suo patologico sdoppiamento della personalità. Già, perché la chat è il luogo ideale di rifugio per esaltati di tal fatta: ci sono quelli che dicono di lavorare nel campo della pubblicità e poi si scopre che fanno volantinaggio; quelli che dicono di occuparsi di moda e invece gestiscono in società una bancarella di abiti di seconda scelta al Mercatino Rionale. Quelli che dicono di studiare ingegneria nucleare mentre in realtà sono un caso perso financo per il Cepu.

 

REGOLA NUMERO TRE DEL MANUALE DI AUTO-AIUTO DI JOSHUA SUL ROCAMBOLESCO MONDO DELLE CHAT:no pics, no party.

Forse dico una banalità, ma lo scambio delle foto, o comunque una mezza idea della persona che avete approcciato e che prima o poi incontrerete, ve la dovete fare. A meno che non siate di quelli che amano gli incontri al buio pesto o dei nostalgici dei vecchi tempi del fermoposta. Diciamoci la verità: un gay è già abbastanza irriconoscibile dal di dentro, con tutti i suoi astrusi meccanismi tipici di una personalità complessa: avvantaggiamoci almeno nella conoscenza esteriore. La foto, dunque, è essenziale, anzi, meglio più di una. Ma anche in questo caso dovreste fare attenzione a non prendere un abbaglio. Cestinate tutte quelle foto che non vi sono chiare: ad esempio, di quelli che si fanno ritrarre a trecento miglia di distanza, con gli occhiali da sole e col giubbotto invernale. Fanno prima a mandare la foto del loro cane. Oppure di quelli che si fotografano a pezzi: il busto, le cosce, il culo, il fagiolo, la testa. Li trovo patetici: non capisco perché devono mozzarsi peggio della Venere di Milo e costringere il ricevente a spremersi le meningi in una lambiccata ricostruzione del puzzle di carne umana. E poi può darsi che non sia proprio farina del loro sacco, ma che abbiano semplicemente realizzato una serie di collage di corpi diversi. E' davvero mortificante lanciarsi in una sorta di decoupage del corpo maschile pur di sembrare fighi nel mondo virtuale (perché in quello reale non credo vi siano particolari chance). Ci vuole un pizzico di buon gusto nello scegliere le foto più adatte da mettere sulla rete. Evitate quelle in cui siete in compagnia di amici o amiche che non vogliono essere ritratti, sennò sarete costretti a orripilanti cancellature con l'uniposca o tagli che non renderanno giustizia nemmeno a voi. Scegliete una location semplice, o che in qualche modo vi rappresenti. Cercate di rimanere fedeli, al tempo che passa e ai look che si alternano con le stagioni. E per quelli più avanti negli anni, non riciclate le vecchie foto in cui eravate dei giovani Balilla o di quando avete preso la prima comunione con Nino Bixio. Insomma, basta poco. Eppure in giro c'è veramente di tutto: orsi ritratti in pose provocanti su discutibili copriletto color glicine con orrendi rococò dorati, corpi stesi su moquette grigio topo tempestate da famiglie intere di acari, aitanti fitness trainers che mettono in bella mostra i loro muscoli sullo sfondo di tristi tende marrone e bourdeax anni 70, maliziosi trentenni immortalati con l'autoscatto nel cesso di casa con le mattonelle rosa, adolescenti che mostrano le chiappe sul tappeto finto-persiano del salotto buono, giovani ninfette che fanno finta di insaponarsi lo scroto sotto la doccia come in un film di Nadia Cassini. La foto deve rappresentare ciò che siete nel mondo reale. E darvi un ragguaglio sul bello straniero che vi apprestate a conoscere. Se ricevete un intero book fotografico da un sapiente maestro in leather col perizoma borchiato e il gatto a nove code, non aspettatevi un cucciolotto pronto a farvi le coccole e non lamentatevi se finite affissi alla croce di Sant'Andrea impalati con un fallo artificiale e con un sofisticato congegno per l'elettroshock attaccato alle chiappe.

 

REGOLA NUMERO QUATTRO DEL MANUALE DI AUTO-AIUTO DI JOSHUA SUL ROCAMBOLESCO MONDO DELLE CHAT:Sono tutti bugiardamente versatili.

Il trucchetto è semplice e ormai lo conosco anche i bambini. In chat tutti dicono di essere versatili. Neanche fosse un morbo che si è impadronito del popolo gaio. Persino quelli che sventolano ovunque le loro chiappe in tutte le pose più provocanti dicono di essere versatili. E voi poverini, alla ricerca di un qualche abboccamento sessuale, che davvero ci tenete tanto perché qualcuno dia due colpi al vostro bagagliaio senza dimenticarsi di dare una lustratina alle candele (passatemi questa metafora automobilistica) potreste incappare in una vera e propria delusione se il tipo che ha sapientemente tessuto le lodi sulla sua inconfutabile versatilità al momento opportuno si gira supino e vi dà le spalle lasciandovi perplessi e stecchiti e costretti a rivestire il ruolo unico di inchiappettatore. In realtà si potrebbero scrivere intere enciclopedie Treccani sul gioco dei ruoli senza mai venire a capo dell'intricata matassa. Viviamo tempi strani di estrema confusione sessuale e l'internet ne rispecchia tutte le contraddizioni : camionisti rudi e incolti che aprono le cosce peggio di esperte bagasce thailandesi; effeminatissime finocchie con le sopracciglia rifatte che si rivelano instancabili trivellatrici sventra-chiappe; insospettabili businessman dall'aria stressata tutta casa e chiesa che si titillano lascive il tempietto di Venere. Una cosa è certa: al giorno d'oggi non è così semplice trovare un uomo autenticamente versatile con cui sollazzarsi. Anzi, a volte è proprio difficile trovare un uomo, e se siete alla ricerca di un vero maschio certificato, fareste prima ad andare a letto con una lesbicona col capello ingelatinato e il chiodo. In fondo potreste auto-convincervi di scopare con Fonzie di Happy Days.

 

REGOLA NUMERO CINQUE DEL MANUALE DI AUTO-AIUTO DI JOSHUA SUL ROCAMBOLESCO MONDO DELLE CHAT:Non scordiamoci della lingua italiana.

In chat si parla un linguaggio strano che io proprio non concepisco. Sarà perché odio le abbreviazioni, sarà che sono l'ultimo iscritto all'Accademia della Crusca, ma una vera frocia dabbene non può permettersi di usare un linguaggio cifrato da battaglia navale per comunicare col prossimo. Quindi aboliamo tutte le inutili domande tipo "a o p?","Da dove dgt?",e via dicendo. E poi cerchiamo di ampliare l'uso degli aggettivi, la nostra lingua è una delle più ricche e meravigliose che esistano al mondo. Evitate l'orripilante termine "insospettabile", ad esempio. Perché è davvero un residuo bellico dei tempi andati del fermoposta. E poi perché al giorno d'oggi, grazie al cielo, si è liberi di essere sospettati senza essere incriminati o perseguiti dall'Ovra. Ci sono molteplici modi di esprimere la vostra virile mascolinità, per cui dateci dentro con la fantasia e col vocabolario. E sappiate, comunque, che questo non vi renderà meno froci di qualunque altra checca sulla piazza.

Evitate di chattare con tredici persone contemporaneamente, potreste perdere il filo e ritrovarvi con un pugno di mosche in mano. E poi ne risente duramente anche la conversazione. Come fate a raccontare contemporaneamente a più persone delle vostre affinità astrologiche, del vostro libro preferito, delle vostre passioni e dell’ultima volta che siete stati ammanettati senza confondervi? Lasciate perdere quelli che in tre battute si descrivono riempiendovi la schermata di numeri, misure, proporzioni, taglia, proiezioni statistiche e quant'altro. Persino a Miss Italia hanno abolito il tetto dei 90-60-90, e già da un bel pezzo.


E per concludere, vi ricordo la REGOLA NUMERO SEI DEL MANUALE DI AUTO-AIUTO DI JOSHUA SUL ROCAMBOLESCO MONDO DELLE CHAT:Il mondo virtuale finisce dove comincia quello reale.

Ricordate che la chat è un gioco, un pretesto per conoscere gente ma non certo l'ultima spiaggia sulla quale rifugiarsi come naufraghi disperati in cerca di marito o di qualcuno che gli dia una botta. La realtà è un'altra cosa, e soprattutto, prima o poi fa giustizia. Per cui, voi cinquantenni che vi fate ritrarre con tupé falsi come Giuda Iscariota, e voi, mentecatti che vi togliete gli anni e inventate racconti prodigiosi sulle virtù del vostro beneamato membro virile, sappiate che le bugie hanno le gambe corte. E che non hanno possibilità di scamparla agli occhi feroci e guardinghi di una vera frocia che si rispetti e che, si sa, è proprio come san Tommaso. Non ci crede, tocca con mano, e se non gli piace è pronta a tuffarsi nel mare delle più soddisfacenti opportunità del mondo reale.


 

 

 

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